Monthly Archives: October 2005

Medusa’s Spite – Morning Doors

A quasi sette anni di distanza da Floating Around, esce il nuovo concept album dei Medusa’s Spite: Morning Doors.

Uno splendido audiofilm, una trascrizione speculare (come viene anche
suggerito da alcune immagini del booklet) della percezione della realtà

in una musica che si fissa sì nella testa dell’ascoltatore, ma in modo
dolce, senza per questo risultare aggressiva.

Tutto ruota intorno a un ragazzo figlio del nuovo millennio che
trascorre la propria vita barricato nella sicurezza delle proprie
abitudini, attanagliato dalla paura di cambiarle per timore di quello
che potrebbe nascondersi dietro ad esse.
La speranza che lo tiene in vita è che un mattino una pioggia di luce
possa illuminare la Terra e far nascere un uomo nuovo, capace di
sentire il profumo della vita che avvolge ogni atomo del suo corpo

Le sue giornate non sono scandite dal sorgere e dal tramontare del sole,
ma da eventi che disarmano per la loro banalità e freddezza (la
colazione, il viaggio verso il posto di lavoro, le compere al
supermercato affollato, il tg dell’una….) Privato del calore e della
guida del sole gli sembra di vivere in un giorno sintetico, dove anche
l’alba elettronica può essere comandata da un interruttore, depurata
della sua spontaneità e naturalezza proprio come tutto il resto.

La sua paura e le sue debolezze gli generano sensi di colpa che non è in
grado di gestire e lo spingono a fissare lo sguardo su cosa c’e’ fuori
per non doversi guardare dentro, è così che finisce per uniformarsi agli altri: benvenuto nel Breakfast Club.

Ma presto si rende conto che non è questo che vuole, una voce da dentro
gli dice che non può nascondere la sua unicità, deve conservare la sua
innocenza anche se vive in mezzo a una folla di demoni il cui unico scopo è togliere alla vita la sua indeterminatezza, trasformarla in una necessità.

Ed è Niky a offrirgli la possibilità di liberarsi da queste oppressioni: un biglietto
per due con destinazione Skyland. Niente può fermarlo, nel sorriso
di Niky il giovane ritrova la luce rossa di un tramonto che gli scalda il cuore.
E’ come una rinascita, una nuova vita si apre di fronte a lui e lo proietta verso un avvenire del quale finalmente non ha più paura.

Quale futuro aspetta chi non è così fortunato da incontrare la sua Niky?
Se lo chiede un vecchio uomo che, giunto ormai alla fine dei suoi giorni, vede il castello delle proprie certezze sgretolarsi e sente tutto il peso delle sfide sostenute fino ad allora senza ricevere in cambio dal destino l’amore tanto agognato. Ma è troppo tardi per prendersela con il mondo e urlargli contro la propria rabbia. La morte incalza … fai quello che devi fare, briefly.

E cosa dire della gente che nemmeno prova a cercare Niky, magari perche’ nella propria miopia, pensa che si possa comprare la felicità al secondo piano di un centro commerciale?
Stritolati dalle regole del mercato (ripassa domani!) affogano nel fiume della loro idiozia per il compiacimento di chi getta loro le esche e trae beneficio dalla loro morte interiore.

Mi ha colpito profondamente il settimo brano, un vero e proprio abbraccio musicale per una persona verso la quale l’artista credo nutra un affetto senza riserve e che ha fatto da musa ispiratrice per gran parte del disco.
Il suo ascolto è stato, almeno per me, una esperienza molto coinvolgente.

Ho trovato molto accattivante “Serious fun”, con i suoi commenti al vetriolo sulle scene di dolore con cui la tv ogni giorno ci bombarda, imponendoci la sua definizione di “normalità” senza lasciare una via d’uscita per chi vuole cambiare canale.
“I’m up to my neck in you” mi dà i brividi… senti davvero qualcuno dietro le spalle che ti segue e ti dice sottovoce cosa “devi” fare e come “devi” pensare.
Una tabula rasa invece i valori nei quali tu vorresti credere, ma, vittima del bombardamento, finisci per dimenticare…

Non so se è una mia impressione oppure semplicemente un caso, comunque ho riconosciuto qua e là nell’album qualche sonorità che rimanda alla colonna sonora che Peter Osborne compose nel 1998 per il film muto Metropolis (1926).
Non so se già lo conoscete, si tratta del primo film di fantascienza della storia del cinema e descrive una società altamente industrializzata in cui sono state eliminate tutte le distinzioni di razza, sesso o religione. L’unica cosa che separa gli uomini ora è il loro turno di lavoro: metà della popolazione lavora di giorno e dorme di notte, l’altra metà lavora di notte e dorme di giorno. Due vite che scorrono parallele, senza mai intersecarsi, finchè un amore non sconvolge le regole e riporta il caos nella città. Il tutto si chiude con una grande inondazione, proprio come nel brano People.
Che siano stati voluti o meno, mi sono piaciuti questi collegamenti :)

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GPRS PCMCIA modem

Option Globetrotter GPRS PCMCIA Card

Guida all’installazione del modem GPRS modello Globetrotter in Linux

by NERvOus

Option Globetrotter GPRS PCMCIA card


Schede in commercio

La scheda PCMCIA Globetrotter e’ un modem GPRS che permette di stabilire un collegamento a Internet dal proprio laptop.
Ne vengono commercializzate due versioni, distinguibili dal numero seriale: se comincia con WP allora avete acquistato una scheda di prima generazione, se comincia con WK avete quella di seconda generazione.
Dal punto di vista funzionale, le schede sono praticamente identiche, l’unica differenza è che le schede di seconda generazione funzionano solo a 115200 baud, le altre a qualunque baud rate compreso tra 9600 e 115200. Nel dubbio usate sempre un baud rate pari a 115200!


Utilizzare il modem GPRS in Linux

Linux accede a questa scheda proprio come se si trattasse di un modem seriale. E’ sufficiente disporre del modulo serial_cs ovvero aver compilato il kernel con la seguente opzione abilitata:

CONFIG_SERIAL_8250_CS=m

L’inizializzazione del dispositivo e il caricamento del modulo serial_cs viene effettuato dal cardmgr delle PCMCIA tools. Controllate pertanto di aver installato il pacchetto pcmcia-cs (http://pcmcia-cs.sf.net).
Quando inserite la scheda, vengono create due porte seriali, nel mio caso:

# dmesg|tail -n 10|grep tty
ttyS1 at I/O 0x2f8 (irq = 3) is a NS16550A
ttyS3 at I/O 0x2e8 (irq = 3) is a 16550A

Quella da utilizzare è la seconda, ovvero quella di tipo 16550A.
Per verificare che la scheda funzioni correttamente, lanciate:

# minicom -s

Scegliete “Serial port setup”, impostate il path del device (es. /dev/ttyS3) e i parametri della porta (115200 8N1), andate su “Exit” (non “Exit from Minicom”) e provate a dare il comando “AT”.
Se il modem risponde con “OK” vuol dire che è stato riconosciuto.


Stabilire una connessione PPP su GPRS

È il momento di configurare il pppd.

Prima di inserire la SIM nel modem GPRS, è consigliabile inserirla in un telefono e disabilitare il codice PIN. In questo modo non si correrà il rischio di bloccare la carta nel caso si esegua inavvertitamente uno script con il PIN errato per tre volte.

Create il file /etc/chatscripts/gprs con il seguente contenuto:

ABORT BUSY ABORT ‘NO CARRIER’ ABORT VOICE ABORT ‘NO DIALTONE’ ABORT ‘NO DIAL TONE’ ABORT ‘NO ANSWER’ ABORT DELAYED
# abilitate la seguente riga solo se non avete tolto il PIN! Sostituite 1234 con il vostro PIN.
# ” AT+CPIN=”1234”
” “AT&F”
OK-AT-OK “ATE1″
OK-AT-OK AT+CGDCONT=1,”IP”,”internet.wind”,”0.0.0.0″,0,0
OK-AT-OK “ATD*99***1#”
CONNECT c

Create anche il file /etc/ppp/peers/gprs:

115200
noauth
#debug
connect “cardctl suspend;cardctl resume;sleep 5;/usr/sbin/chat -v -f /etc/chatscripts/gprs”
/dev/ttyS3
defaultroute
noipdefault
persist
-crtscts
local

Non riceverete lcp-echo reply dalla vostra connessione GPRS, quindi per evitare che il link venga dichiarato defunto dopo un certo timeout, dovete disabilitare completamente gli lcp-echo. Commentate le seguenti righe nel file di opzioni globale di pppd /etc/ppp/options:

#lcp-echo-interval XX
#lcp-echo-failure XX

Potete abilitarli per le singole connessioni che li supportano andando ad aggiungere tali opzioni nei rispettivi file in /etc/ppp/peers .

Fate attenzione alle seguenti cose:

  • nel file /etc/chatscripts/gprs sostituite internet.wind con internet.wind.biz se avete un contratto aziendale.
  • nel file /etc/ppp/peers/gprs dovete mettere 115200 all’inizio, se lo metteste dopo potrebbe non aver effetto!
  • con alcune compagnie telefoniche (ad es. Wind) la connessione non funziona se si abilita usepeerdns. Ricordatevi pertanto di rimuovere la keyword usepeerdns da /etc/ppp/options (se presente) e di impostare i DNS manualmente in /etc/resolv.conf
  • nelle connessioni GPRS non è disponibile l’hardware flow control, ragion per cui si è specificato -crtscts



Stabilire il collegamento

Non resta che lanciare la connessione nel modo consueto:

# pppd call gprs (o pon gprs)

Verificate che venga creata una nuova interfaccia con:

# ifconfig ppp0

Se così non fosse controllate i log:

# tail -f /var/log/ppp.log (o /var/log/messages)

Per terminare la connessione:

# killall -9 pppd (o poff)

Attenzione: succede a volte che dopo aver chiuso la connessione il collegamento successivo fallisca. Come fix temporaneo ho aggiunto i comandi cardctl suspend;cardctl resume nel chatscript in modo da resettare la scheda. Lo sleep di 5 secondi serve a dare il tempo alla scheda di ri-registrarsi sulla rete GSM dopo il reset.


Hardware simile

Alessandro De Zorzi mi segnala che il modem GPRS con interfaccia USB modello MG10 prodotto dalla Telit funziona in modo analogo a quello PCMCIA della Option. Ci sono solo due differenze:

  • al posto di serial_cs occorre caricare il modulo acm: modprobe acm
  • al posto di /dev/ttyS? occorre usare /dev/ttyACM0



Conclusioni

La navigazione tramite GPRS è lenta. Difficilmente la latenza scende sotto i 600ms. Inoltre la banda disponibile è limitata.
Wind si appoggia a ByteMobile (http://www.bytemobile.com) per fornire un servizio proxy che riduce on the fly la risoluzione delle immagini incluse nei siti web, al fine di ridurre la banda richiesta per visitare un sito, sacrificando un poco la risoluzione.
Il software al momento è disponibile solo per Windows. Inoltre, nelle mie prove, ha dato un effettivo vantaggio solamente con IE.

Il mio consiglio: se usate Firefox, digitate about:config nella barra degli indirizzi, mettete come filtro network e impostate network.http.pipelining a true.


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Prima versione: 03 Ottobre 2005
Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2006


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