Monthly Archives: January 2004

Università di Pisa

viaggio in una università italiana

Oggi vi accompagno a visitare la mia facolta’…

Entriamo dal cancello principale, davanti a noi una

splendida griglia di metallo rotta per metà ci dà il benvenuto:

Occhio a non finirci dentro

All’interno potete trovare un po’ di relax nei vari cortili:

Discesa verso l'inferno

Alcuni di questi cortili sono dotati delle piu’ moderne attrezzature:

Una serra?

Se durante la visita vi viene sete potete abbeverarvi nei modernissimi bagni della facoltà:

Avete sete?

L’igiene ovviamente è uno degli obiettivi primari:

Avete ancora sete?

Per i bagni non si è badato a spese…

Non guardare giù

E mentre state bevendo non fate caso a quel cesso abbandonato nell’angolo…

Cesso abbandonato

Avete bevuto troppo? Vi scappa?

Accidenti, scusate il disservizio, andate a pisciare altrove… qua il cesso manca!

Il cesso mancante

Stendiamo un _velo_ pietoso pure qui… non si sa cosa potrebbe esserci dentro

Stendiamo un velo pietoso

Finalmente avete trovato un posto dove pisciare… vi scappa ancora?

Un cesso finalmente!

Bene ora che siamo apposto, possiamo andare a fotocopiare le ultime dispense del prof. di turno all’ipertecnologico centro stampa. Mettetevi in coda… ah vabbè, ma che lo dico a fare? Tanto è talmente stretto che più di una persona alla volta non ci passa…

Claustrofobia da fotocopie

Se vi vengono a mancare le energie e sentite il bisogno di una bella scossa per ridarvi la carica, nessun problema!

Una scarica di energia

E’ sufficiente camminare radenti ai muri per correre il rischio di riceverne una… in qualsiasi momento!

Una scarica di energia

Tornate presto a trovarci!

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Hikikomori

Oggi parlando con mauro_png e TigerClaw ho scoperto l’esistenza di una sindrome, particolarmente diffusa in jap, che ha sollevato un grande interesse da parte mia. Vi riporto alcune informazioni trovate su un sito web:

Gli hikikomori, barricati nelle loro stanze, terrorizzati dalla possibile vita che li aspetta [quella dei genitori], ammazzano il tempo, è il caso di dirlo, con la tv, la musica, i videogiochi e Internet. Per approfondire quest’aspetto, solo citato nell’articolo di Cerami, mi sono rivolta io stessa ad Internet. La maggior parte dei siti sull’argomento sono in giapponese, per il resto se ne parla poco, ma in effetti grazie a qualche pagina in inglese ho scoperto che questo esilio volontario è inscindibilmente connesso alla fruizione delle nuove tecnologie: oltre alla condizione di autismo, dunque, è fondamentale l’high-techismo per questi ragazzi, che vivono una sorta di alienazione tecnologica.

Non e’ fantastico?

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